A cosa serve l’antenna di Lecher e come funziona
Articolo di Angelo Caruso
Antennista Lecher e ideatore del metodo BIOLECHER®.
L’antenna di Lecher è un utensile ampiamente utilizzato per la valutazione degli stati energetici invisibili che influenzano l’essere umano esposto alle influenze del proprio ambiente. In quello domestico in particolare, dove ognuno trascorre gran parte delle 24 ore: se tra i muri di casa qualcosa non quadra, il corpo ne accumula gli effetti nocivi.
Pian piano si generano squilibri bioenergetici che emergono solo al superamento delle soglie critiche di malessere, richiedendo poi trattamenti terapeutici. Il paradosso è che, nella maggioranza dei casi, tali trattamenti avvengono continuando a ignorarne le cause. Mentre queste sfuggono alle apparecchiature ufficiali della medicina, l’antenna di Lecher, purché autentica, ne rileva le fonti: ed è proprio qui la risposta a cosa serve.
Dal Cofanetto Prisme, il “campo base” per un habitat sotto il tuo controllo
Se un’antenna autentica è l’utensile centrale per rilevare questi disturbi, il Cofanetto Familiare Prisme BIOLECHER® costituisce un vero e proprio “campo base” sempre pronto all’uso per rispondere a ogni quesito sulla geobiologia del tuo luogo di vita. Include l’Antenna Intensive® con tutti i componenti necessari, sia per l’apprendimento sia per le applicazioni previste dal manuale fornito.
Su cosa si basa il principio di un’antenna di Lecher
Il principio è semplice ed è basato sulla biorisonanza, ovvero sulla valutazione del grado di reattività di un soggetto sottoposto all’effetto di un altro:
- Esempio 1: Quanto è proficuo questo olio essenziale per dormire meglio?
- Esempio 2: Quanto è preferibile posizionare il divano in questo punto rispetto a quest’altro?
Nel quadro della vita familiare, sociale o professionale, i casi da valutare per salvaguardare il proprio benessere sono illimitati. Per effettuare queste valutazioni con precisione, l’antenna funziona come un ricevitore: quando il cursore intercetta la lunghezza d’onda corretta, l’utensile reagisce ribaltandosi verso l’operatore per confermare la risposta (Sì/No) o indicare su una scala graduata il trattino che corrisponde al valore da stabilire.
Come riconoscere se un’antenna di Lecher è autentica?
Per riconoscere un’antenna di Lecher autentica occorre prima di tutto non affidarsi alle apparenze né ai discorsi commerciali. Affermare che un modello sia specifico per un determinato ambito — mirando così a farsi scegliere da chi intende operare in quel settore, che si tratti di geobiologia, bioenergia o agopuntura — è una falsità di marketing. È come sostenere che un’automobile serva specificamente per andare a fare la spesa al supermercato, mentre in realtà tutte le auto servono per spostarsi, così come l’antenna di Lecher serve a captare informazioni.
Se un’automobile non ha difetti meccanici, ti porta ovunque. Allo stesso modo, se l’antenna rispetta rigorosamente il circuito elettrico di Lecher, capta correttamente qualsiasi informazione vibratoria, a prescindere dal campo di applicazione. In questo contesto, BIOLECHER® è il marchio del fabbricante belga che ha concepito un vero e proprio ecosistema in cui ogni sua antenna di Lecher risponde perfettamente alle esigenze sia tecniche sia d’uso, ottimizzata per un utilizzo affidabile da parte dell’antennista stesso.
Domande frequenti sull’antenna di Lecher
Molti utenti che si avvicinano per la prima volta all’analisi bioenergetica cercano risposte a quesiti precisi:
- A cosa serve realmente? A identificare aggressioni geopatogene nella casa (faglie sotterranee, corsi d’acqua, reti cosmo-telluriche), valutare lo stato bioenergetico dei chakra e testare la compatibilità di alimenti o rimedi.
- Quanto costa e qual è la scelta più conveniente? Il prezzo varia a seconda che si acquisti solo lo strumento o il kit completo. Il Cofanetto Prisme rappresenta la scelta più vantaggiosa poiché include tutti gli accessori indispensabili risparmiando sull’acquisto dei singoli componenti.
- Si può costruire fai da te? La costruzione artigianale è sconsigliata. Tra le diverse difficoltà pratiche, quella della calibrazione millimetrica del circuito bioenergetico da cui dipende la prevenzione di misure e diagnostiche errate.
In sintesi: a cosa serve l’antenna di Lecher
Le spiegazioni che precedono hanno chiarito a cosa serve l’antenna di Lecher. Se desideri andare oltre e approfondire le tue conoscenze su questo straordinario utensile, il testo che segue è stato scritto appositamente per gli appassionati di cui, forse, fai già parte.
Principio di risonanza e biorisonanza del vivente
Come già annunciato, il funzionamento dell’antenna di Lecher è basato sul principio naturale della risonanza. Quando tale principio si applica al vivente (umano, animale o vegetale), si parla allora di bio-risonanza, o, in una sola parola, di biorisonanza. Questo dà il via allo studio delle compatibilità e delle interazioni tra le varie forme di vita e gli ambienti in cui sono sottoposti con le loro specifiche materie inerte, visibili e invisibili che includono anche presenze paranormali (entità).
La due funzioni fondamentali dell’antenna di Lecher: la diagnosi e la misura
Facendo riferimento a questi regolaggi convenzionali, ogni operatore può esercitare le due funzioni fondamentali dell’antenna:
- Diagnosticare: formulare un’ipotesi e ottenere una risposta binaria (sì o no).
- Misurare: determinare il valore o la grandezza vibratoria di un soggetto testato mediante una scala appropriata.
L’apprendimento di queste due funzioni si concentra su una competenza centrale: saper mettere l’antenna in condizione di accordo, cioè in uno stato di attesa che consenta l’aggancio del segnale fin dalla sua captazione. Questa condizione si manifesta attraverso il suo basculaggio, generalmente verso l’operatore.
- Durante una diagnosi, il basculaggio interviene al sorvolo del soggetto reale o rappresentato dal suo testimone.
- Durante una misura, esso interviene al sorvolo di una scala graduata — espressa in percentuale o in grandezza numerica — la cui unità può variare dal grammo al microgrammo, dal metro al micron, dal tempo in giorni al millisecondo. L’estensione e la varietà delle scale utilizzabili sono praticamente illimitate.
La diagnosi consiste sempre nel testare un’ipotesi che rientra nel dominio di competenza dell’operatore. Limitarsi a ciò garantisce la pertinenza delle domande poste e la capacità di interpretare i risultati ottenuti nel contesto preciso in cui sono stati formulati. Ogni pratica seria implica non solo il saper porre la domanda corretta, ma anche l’essere in grado di valutarne la portata.
Logica semplice dell’antenna di Lecher
A differenza dei dispositivi elettronici, l’antenna di Lecher è un dispositivo manuale che non visualizza alcun valore. Il suo comportamento è binario: si ribalta per affermare un “sì” oppure rimane ferma per indicare un “no”. Questa apparente semplicità non deve essere confusa con una povertà concettuale. Il codice Morse si basa anch’esso su una logica binaria, così come l’intera informatica moderna (0 e 1).
L’antenna di Lecher si inserisce in questa stessa logica elementare, estendendo tuttavia il suo campo di applicazione all’esplorazione delle vibrazioni associate al mondo visibile e invisibile. Questa dimensione è sviluppata in particolare nell’opera La Chiesa tascabile, nella quale Angelo Caruso affronta tali questioni da non da un punto di vista religioso, ma come un prolungamento concettuale dello studio dell’antenna di Lecher, risalendo alla sua connessione primaria — o esoterica — con i piani invisibili.
Accordo tramite cursore e lunghezze d’onda convenzionali
Il cursore regolabile consente quindi di accordare l’antenna su lunghezze d’onda convenzionali corrispondenti a realtà repertoriate. Alcune sono state inizialmente fissate da Walter Kunnen e dai suoi collaboratori per applicazioni legate al vivente; altre sono state stabilite successivamente, in modo empirico, ed estese a realtà materiali e immateriali.

Onde di forma e liste di regolaggi convenzionali
Una parte di queste realtà emette ciò che viene definito con il termine di onde di forma, la cui intercettazione provoca la reazione dell’antenna. Tali corrispondenze sono raccolte in liste di regolaggi adottate per consenso tra praticanti esperti, e che i principianti possono utilizzare con sicurezza.
Formalizzazione BIOLECHER®: biorisonanza, bisonanza e trisonanza
È su questa base che sono state formalizzate, nell’ambito del metodo BIOLECHER®, tre applicazioni distinte della risonanza: la biorisonanza, centrata su un soggetto unico; la bisonanza, che consente l’analisi di un accordo o di un disaccordo tra due elementi; e la trisonanza, un dispositivo che introduce un terzo fattore di valutazione tramite l’antenna di Lecher. Sebbene tali pratiche esistano talvolta in modo intuitivo presso alcuni operatori — incluso nell’uso del pendolo — la loro formalizzazione esplicita fornisce un quadro operativo chiaro, trasmissibile e riproducibile, permettendo di affrontare in modo rigoroso lo studio delle compatibilità e delle interazioni vibratorie con l’antenna di Lecher.
Gli strumenti sviluppati nell’ambito del metodo BIOLECHER® costituiscono un vero e proprio laboratorio di lavoro attorno all’antenna di Lecher. La loro funzione non è quella di sostituire l’antenna, ma di trasferire la riproducibilità della prestazione dall’operatore allo strumento stesso.
Laddove la pratica si basava tradizionalmente sull’esperienza personale del praticante — la sua capacità di identificare i giusti regolaggi, mantenere i riferimenti e concatenare le prove senza deriva — questi strumenti permettono di stabilizzare il quadro operativo. L’atto diventa così principalmente tecnico, riproducibile e trasmissibile, anche per un operatore poco esperto.
Per il praticante esperto, l’uso di tali strumenti non riduce in alcun modo il livello di padronanza; lo sposta. Liberato dalla ricerca costante dei valori da intercettare, egli può concentrarsi sull’osservazione dei risultati e sulla loro interpretazione, là dove si esprime realmente l’esperienza.
Questa organizzazione consente quindi a profili differenti di produrre risultati affidabili: il non iniziato grazie a un quadro strutturato, e l’esperto con un’efficacia accresciuta, una fatica ridotta e una capacità di lavoro prolungata. La riproducibilità non si basa più sulla prestazione individuale, ma sulla coerenza del laboratorio messo in opera attorno all’antenna di Lecher.
👉 Questi aspetti sono sviluppati più in dettaglio nell’articolo dedicato al rapporto tra antenna di Lecher, radiestesia e radionica.
Ambiti di applicazione dell’antenna di Lecher
Gli ambiti di applicazione dell’antenna di Lecher sono molteplici. Con la pratica e un inquadramento metodologico appropriato, tanto il principiante quanto l’iniziato possono estenderli e affinarli fino a coprire un ampio spettro di interessi personali. Nella pratica quotidiana, le ricerche riguardano principalmente la salute nel senso vibratorio del termine, il benessere nell’habitat, così come la vita privata e professionale. L’antenna di Lecher permette di esplorare questi ambiti in un quadro metodologico rigoroso e non medico.
Come precisato più sopra in questo articolo, ogni applicazione con l’antenna di Lecher si riconduce costantemente a due operazioni fondamentali:
- mettere l’antenna in condizione di funzionamento e testare un’ipotesi (diagnosi che conduce a una risposta sì o no) ;
- valutare una grandezza (misura vibratoria su una scala graduata specifica).
Esempi di diagnosi
- C’è una presenza invisibile nel mio spazio di vita (presenze non incarnate) ?
- C’è un corso d’acqua sotterraneo sotto il letto della mia camera da letto ?
Esempi di misure
- Qual è il tasso vibratorio della mia abitazione (valutazione vibratoria) ?
- A quale profondità scorre il corso d’acqua sotterraneo rilevato sotto il letto ?
Per quanto riguarda le applicazioni in relazione con la salute, occorre precisare che la padronanza, anche avanzata, dell’antenna di Lecher non trasforma il suo utilizzatore in terapeuta né in medico. Il campo vibratorio che l’antenna consente di apprendere non costituisce un atto medico e non si sostituisce in nulla alle competenze dei professionisti della salute. Al contrario, l’antenna apre un vasto campo di esplorazioni nel dominio del benessere personale, familiare e professionale, potendo condurre a scelte più coerenti e talvolta anche a vantaggi di ordine pratico o economico.
Così, per esempio, la scelta di un alimento può essere verificata vibratoriamente con l’aiuto dell’antenna, piuttosto che basarsi unicamente sull’etichetta, la marca o il prezzo. La qualità reale di un prodotto — alimento, bevanda o vino — non è necessariamente correlata al suo posizionamento commerciale. L’antenna di Lecher permette non solo di testare un prodotto, ma anche di verificarne la compatibilità con i propri bisogni o preferenze. Per questo tipo di analisi, la presenza materiale del prodotto non è indispensabile: la sua etichetta, captata su Internet o riprodotta su un dépliant, può servire da testimone.
Questa facoltà di lavorare su testimoni — fisici o virtuali — è propria dell’antenna di Lecher, pur non essendole esclusiva. Essa è praticata anche con altri dispositivi vibratori come il pendolo. Nel quadro di un test in situ, l’antenna di Lecher Intensive® tascabile consente al praticante di procedere discretamente a verifiche direttamente in negozio, cosa che sarebbe meno pratica con il modello di antenna di dimensione standard.
I modelli di antenna di Lecher: differenze, prezzo e criteri di scelta
Prima di affrontare questo tema cruciale per la scelta di un’antenna di Lecher come utensile di lavoro destinato a diagnostiche e misure vibratorie, conviene ricordare brevemente che cosa sia una vera antenna di Lecher.
La Lecher propriamente detta deriva da un’esperienza scientifica del fisico Ernst Lecher, che dimostra la captazione di onde stazionarie su due fili paralleli montati in circuito chiuso. Senza entrare qui in dettagli tecnici superflui, è sufficiente comprendere che l’espressione “circuito chiuso” indica che le due asticelle della Lecher che simulano i fili dell’esperienza devono essere elettricamente collegate alla sommità, in modo da assicurare la chiusura del circuito.
Tale chiusura, ottenuta mediante la riunione delle due asticelle, è una condizione indispensabile al funzionamento: esse non possono e non devono quindi essere indipendenti.
In questo, l’antenna di Lecher soddisfa l’esigenza fondamentale di ogni antenna: captare tramite un circuito e trasmettere il segnale verso due estremità. Che si tratti di un’antenna telescopica, di un’antenna TV o di una parabola, il principio è identico: una struttura capta, due estremità trasmettono. Il fatto che un dispositivo di captazione comporti due conduttori non è un’opzione, ma una regola di funzionamento in elettromagnetismo. Nel caso della Lecher, i due fili sono materializzati da due aste semi-rigide che permettono la manipolazione e l’accordo mediante lo spostamento del cursore.
Le false antenne di Lecher per costruzione
Molti modelli commercializzati su siti privati o su grandi piattaforme presentano due asticelle parallele non collegate alla sommità. Questi dispositivi non costituiscono antenne in senso stretto, ma semplici dispositivi di radiestesia. L’utilizzatore crede di manipolare un’antenna di Lecher, mentre in realtà non utilizza un circuito chiuso conforme al principio d’origine.


Le antenne di Lecher impossibili da regolare
Alcune antenne presentano un’arcata alla sommità che, a prima vista, sembra soddisfare il requisito del circuito chiuso; tuttavia, poiché la regletta non misura dalla sommità di tale arcata, che costituisce l’origine reale della lunghezza elettrica del circuito, ne risulta che, qualunque sia la posizione del cursore, il valore indicato è sempre errato e non può mai corrispondere ad alcuno dei valori dei regolaggi convenzionali. L’accordo di risonanza mirato è quindi tecnicamente impossibile.

La polarità di un’antenna Lecher
Per funzionare correttamente, un’antenna deve captare e trasmettere secondo una polarità stabile. Nel caso della Lecher, questa stabilità è assicurata dall’asta magnetizzata inserita in una delle impugnature. Polarizzare significa fissare un senso costante di circolazione, paragonabile al passaggio dal più al meno in una pila o dal nord al sud in un campo magnetico.
Una falsa antenna non può assicurare questa stabilità, anche se vi si inserisce un’asta magnetizzata. Molte copie presentano inoltre impugnature metalliche piene che rendono ogni polarizzazione inoperante. Nelle antenne la cui regletta è mal posizionata, la polarizzazione diventa ugualmente inutile: gli accordi ricercati sono errati fin dall’origine.
Perché la polarità è importante?
A differenza di un’antenna di telecomunicazioni, dove un decodificatore elettronico tratta il segnale, nel caso dell’antenna di Lecher è l’operatore a svolgere questo ruolo. Tenendo l’antenna per le sue impugnature (che non devono essere in collegamento diretto con i fili conduttori), si forma un circuito parallelo costituito dai due bracci dell’operatore e chiuso dal basamento dell’antenna.
Non si tratta di un flusso elettrico in senso classico, ma di una circolazione extrasensoriale che, per stabilizzarsi nella pratica, necessita di una costanza di direzione. Senza una polarità stabile, questa stabilizzazione diventa aleatoria.
Impugnature da avvitare o impugnature su perno
Questo meccanismo non influisce sul principio di funzionamento, ma unicamente sul comfort d’uso. Le impugnature su perno si aprono rapidamente e si bloccano istantaneamente, mentre le impugnature da avvitare richiedono più manipolazioni, talvolta vincolanti in caso di utilizzi ripetuti in spostamento.
Quanto costa un’antenna di Lecher?
Il prezzo di un’antenna di Lecher può variare sensibilmente, da poche decine di euro fino a diverse centinaia, a seconda della qualità costruttiva, della precisione del sistema di regolazione e della presenza di una documentazione metodologica.
È importante comprendere che un prezzo elevato non garantisce automaticamente la conformità al principio originale, così come un prezzo basso può nascondere un dispositivo inutilizzabile nella pratica.
Impatto per l’utilizzatore
In questo contesto, è importante precisare che il prezzo di un’antenna di Lecher, considerato isolatamente, non costituisce di per sé una garanzia di qualità o di affidabilità. Esistono infatti dispositivi proposti a costi elevati che, dal punto di vista costruttivo o funzionale, non rispettano i criteri tecnici fondamentali dell’antenna di Lecher appena descritti.
In altri termini, il prezzo può rappresentare solo uno degli indicatori di valutazione e non può, da solo, costituire un criterio sufficiente. La valutazione di un’antenna deve quindi basarsi su elementi oggettivi: la presenza reale di un circuito chiuso conforme al principio originario, la possibilità effettiva di accordo secondo valori convenzionali, la stabilità meccanica dell’insieme e, non da ultimo, la documentazione di lavoro associata.
Quest’ultima è parte integrante dell’utensile. Grafici, scale di misura e riferimenti operativi specifici consentono di utilizzare l’antenna in modo coerente e riproducibile, sia nei protocolli di misura sia in quelli di diagnostica. In loro assenza, anche un’antenna apparentemente costosa può rivelarsi inutilizzabile o fuorviante, esponendo il principiante in particolare a difficoltà significative, se non all’impossibilità di un utilizzo corretto e continuativo.
Criteri di scelta di un’antenna di Lecher
Non tutte le antenne di Lecher disponibili sul mercato rispondono ai criteri di concezione descritti in questo articolo. Il rispetto del principio del circuito chiuso, la possibilità di un accordo reale sui regolaggi convenzionali e la stabilità della polarità costituiscono elementi determinanti.
La scelta di un’antenna non si basa su una gerarchia di valore, ma sull’adeguatezza tra il dispositivo, il metodo e il contesto di utilizzo. Un utilizzatore occasionale non ha le stesse esigenze di un praticante che effettua analisi ripetute o complesse. La coerenza tra l’antenna scelta e il quadro metodologico in cui essa si inscrive rimane il criterio fondamentale di una pratica affidabile e duratura.
Scegliere un’antenna di Lecher significa quindi scegliere un sistema completo: dispositivo, metodo e riferimenti operativi. Per un investimento mirato sulle massime prestazioni, puoi scoprire l’Antenna di Lecher BIOLECHER® Intensive® progettata per un uso intensivo, oppure optare per l’affidabilità della versione standard nella sezione dedicata alle antenne di Lecher Classiche.
Antenna di Lecher o bacchetta del rabdomante: la distinzione è necessaria
Nel linguaggio corrente, l’antenna di Lecher è talvolta assimilata a una semplice bacchetta da radiestesia. Questa confusione è comprensibile, ma merita di essere chiarita. Una bacchetta costituisce un dispositivo di rilevazione che si basa essencialmente sulla sensibilità dell’operatore. L’antenna di Lecher, invece, si basa su un principio preciso di captazione tramite circuito chiuso, associato a un sistema di accordo che permette di lavorare su lunghezze d’onda sia realmente fisiche sia convenzionali.
Questa differenza strutturale spiega perché l’antenna di Lecher consenta diagnosi più fini, misure comparative e un lavoro metodologico più elaborato. La distinzione non riguarda quindi un dibattito terminologico, ma una differenza di concezione e di campo di applicazione.
Antenna di Lecher fai da te: è una soluzione valida?
La costruzione fai da te di un’antenna di Lecher è spesso presa in considerazione da chi si avvicina a questo dispositivo. Tuttavia, per un utilizzatore che conosce il comportamento atteso di un’antenna correttamente regolata — necessaria per intercettare una determinata frequenza — è legittimo dubitare che una versione artigianale possa funzionare come previsto.
Paradossalmente, il percorso inverso è più realistico: solo chi ha già acquisito una reale familiarità con un’antenna di Lecher perfettamente funzionante può tentare di costruirne una propria, verificandone poi il comportamento rispetto a riferimenti conosciuti.
Anche in questo caso, la difficoltà resta elevata. Riprodurre una Lecher funzionante non si limita a copiarne la forma. Elementi come l’inclinazione delle impugnature, il baricentro dell’insieme o la qualità del contatto del cursore sulle asticelle parallele sono determinanti. Quest’ultimo deve garantire un corto-circuito stabile e preciso sulla scala graduata, al decimo di millimetro, senza attrito e senza slittamenti durante l’uso.
Alcune misure richiedono infatti regolazioni molto fini, ad esempio 33,3 mm o 66,6 mm, il che implica una precisione meccanica difficilmente raggiungibile senza attrezzature adeguate.
In queste condizioni, la costruzione fai da te può essere presa in considerazione solo da un praticante già esperto, dotato di competenze tecniche e di strumenti di precisione. Per un principiante, si tratta invece di un progetto generalmente troppo ambizioso, che rischia di condurre a un dispositivo non funzionale e a risultati non affidabili.
Affidabilità e opinioni sull’antenna di Lecher
Chi cerca un’antenna di Lecher spesso si orienta sul prezzo, ma senza criteri tecnici chiari questo approccio può portare a scelte non funzionali.
L’affidabilità dell’antenna di Lecher non dipende né da un effetto di credenza né da una particolare disposizione dell’utilizzatore. Essa si basa su tre fattori essenziali: la conformità del dispositivo al principio d’origine, la stabilità delle convenzioni utilizzate e la rigorosità metodologica della pratica.
Le opinioni divergenti che si trovano a questo riguardo si spiegano nella maggior parte dei casi con condizioni di utilizzo non adeguate: impiego di dispositivi non conformi, assenza di un quadro metodologico chiaro o aspettative irrealistiche circa le possibilità dell’antenna.
L’antenna di Lecher non è né uno strumento magico né un sostituto delle competenze mediche o scientifiche, ma un dispositivo di analisi vibratoria che esige rigore e discernimento. Quando viene utilizzata in un quadro coerente, costituisce un mezzo di esplorazione affidabile delle interazioni vibratorie che influenzano l’essere umano e il suo ambiente.
In questo contesto, le differenze di risultato tra gli utilizzatori non derivano dal principio stesso, ma dalla qualità del dispositivo e dalla struttura del metodo impiegato. Un’antenna non conforme o utilizzata senza riferimenti chiari non può produrre risultati affidabili, il che spiega la maggior parte delle opinioni negative presenti online.
Test di compatibilità vibratorie con l’antenna di Lecher
Questi principi sono sviluppati in modo mirato in diversi articoli del Pôle expertise, dedicati ai test di compatibilità e all’aiuto alla decisione. Ciascuno affronta un contesto preciso — relazionale, professionale, ambientale o funzionale — pur inserendosi nel quadro metodologico generale presentato qui.
La nozione di compatibilità costituisce infatti uno dei campi di applicazione più ricchi dell’antenna di Lecher nel quadro dell’aiuto alla decisione. La compatibilità si inscrive nella verifica di un accordo o di una risonanza tra due soggetti, che siano di natura materiale, immateriale o combinata.
Procediamo con esempi concreti. Un primo caso mette in gioco una persona presa come soggetto di riferimento e un secondo soggetto materiale:
- un’altra persona nel quadro di una relazione presa in considerazione,
- un prodotto,
- un trattamento o un’opzione da considerare.
In queste situazioni, l’antenna di Lecher permette di valutare il livello di accordo vibratorio tra il soggetto di riferimento e l’elemento testato. Si tratta di una misura di coerenza o di dissonanza, ottenuta secondo un protocollo metodologico preciso.
Ma il test di compatibilità non si limita agli oggetti materiali. Può anche essere esteso a criteri immateriali, come un tratto di carattere, un’orientazione professionale o un profilo funzionale. L’antennista Lecher misura allora la risonanza tra un soggetto umano e un criterio astratto. Questo secondo aspetto del test di compatibilità apre un campo di esplorazione più sottile, dove l’oggetto testato non è più tangibile ma concettuale.
Un terzo aspetto riguarda la biorisonanza tra testimoni virtuali che rappresentano fattori immateriali. In questo caso, il test non mette direttamente in gioco una persona fisica, ma rappresentazioni simboliche o informative che fungono da supporti vibratori. Questo livello di analisi permette di strutturare veri e propri laboratori di test basati su una biblioteca organizzata di testimoni corrispondenti a centri d’interesse specifici.
Una tale organizzazione può rimanere personale oppure, con metodo e rigore, diventare un’attività strutturata di servizi proposti a terzi. La metodologia BIOLEC